Sicurezza, Virginia Raggi e Matteo Salvini dialogano per punire chi fa danni a Roma

Campidoglio e Viminale studiano un piano ben preciso non solo con l'obiettivo di scongiurare futuri atti vandalici nella Città Eterna, ma anche per evitare che gli impostori di turno possano allontanarsi da Roma senza mai pagare per i danni commessi

Pene più severe per mettere in guardia i malintenzionati. Campidoglio e Viminale studiano un piano ben preciso non solo con l’obiettivo di scongiurare futuri atti vandalici nella Città Eterna, ma anche per evitare che gli impostori di turno possano allontanarsi da Roma senza mai pagare per i danni commessi.

L’ultima riunione effettuata da Virginia Raggi e Matteo Salvini ha permesso ai 2 di fare il punto rispetto alle misure maggiormente efficaci da adottare il prima possibile. Secondo voci di corridoio, un’ipotesi estrema anche se non da escludere comporterebbe il ritiro del passaporto ai cosiddetti “barbari”, ai quali il documento verrebbe restituito solo in seguito al versamento di denaro nelle casse del Comune in seguito alla multa ricevuta (in questo modo sarebbero costretti a rimanere nella Capitale). L’alternativa sarebbe costituita da una legge in grado di consentire a Roma, così come ad altre città, di far saldare immediatamente le contravvenzioni ai turisti sorpresi dalle forze dell’ordine.

In merito ai sostenitori di squadre sportive, in passato protagonisti di veri e propri disordini in varie zone della Metropoli, Raggi e Salvini avrebbero chiesto all’Uefa di creare un fondo tramite cui risarcire gli sfregi compiuti da chi è in trasferta.

Al vaglio, infine, un Daspo ancora più rigido. Ampliando quello “urbano” formulato da Marco Minniti nel 2017, che dà ai sindaci il potere di allontanare da certe aree persone responsabili di precedenti azioni di degrado, si tenterebbe una volta per tutte di scoraggiare soggetti socialmente pericolosi a farsi vivi a Roma, così come in altre città d’arte.

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