Terni, omicidio David Raggi. 21.600 euro l’indennità alla famiglia. Il padre: “Vale più la vita di un cane, che quella di mio figlio”

Omicidio David Raggi, la seconda sezione del tribunale civile di Roma, ha stabilito che come indennità per la morte di David Raggi, i familiari riceveranno 7.200 euro ciascuno, 21 mila e 600 euro in tutto. ”

David Raggi, a 4 anni dalla sua barbara uccisione, non trova ancora pace. Non c’ è alcuna responsabilità da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’ Interno e di quello della Giustizia per la mancata espulsione e carcerazione di Amine Aassoul, il marocchino, clandestino e libero, nonostante dovesse scontare un cumulo di pene di oltre sette anni, che nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2015 uccise a Terni David Raggi. Dunque ai familiari del giovane spetta solo un indennizzo sulla base del riconoscimento dei benefici, della legge in favore delle vittime di reati violenti intenzionali: è quanto ha deciso la seconda sezione del tribunale civile di Roma, che ha condannato la stessa Presidenza del Consiglio al pagamento di 7.200 euro ciascuno nei confronti del padre, della madre e del fratello del ventisettenne, 21 mila e 600 euro in tutto. La decisione è stata presa nell’ ambito del procedimento intentato dagli stessi familiari della vittima nei confronti dei due dicasteri e di Palazzo Chigi, ai quali veniva contestato il fatto che al momento della tragedia Aassoul – poi condannato a 30 anni in via definitiva per omicidio volontario aggravato – fosse clandestino e libero. Il giudice non ha però rilevato responsabilità da parte dei due ministeri e della Presidenza del Consiglio, ma ha applicato la legge 122/2016 che istituisce l’ indennizzo.
Duro il commento alla sentenza della famiglia Raggi. “Sono quattro anni che continuano ad ammazzare mio fratello – dice Diego, il fratello di David – avrei preferito che ci avessero riconosciuto una cifra pari a zero, avrebbero fatto più bella figura. Non è una questione economica – aggiunge – perché i soldi andranno tutti in beneficenza, vorrei solo mettere la parola fine. Ma non così”
“Vale più la vita di un cane che quella di mio figlio”: questo il commento di Valter Raggi, papà di David.
“E’ una sentenza sorprendente non solo per l’ entità del risarcimento di fronte ad una tragedia umana tale – ha commentato l’ avvocato Massimo Proietti, legale della famiglia Raggi – ma perché arriva un mese dopo che la Cassazione, con propria ordinanza per un altro procedimento, ha rimesso gli atti alla Corte europea per un’ interpretazione autentica in ordine alla legittimità o meno della modalità con cui lo Stato italiano ha recepito la direttiva europea, ponendo dubbi sull’ equità dell’ indennizzo”. Per il legale la sentenza “è sorprendente anche perché ritiene che Amine Aassoul poteva stare in Italia e non poteva essere espulso in quanto convivente con madre cittadina italiana”. “Un’ incongruenza enorme – ha aggiunto – viste le dichiarazioni della donna che non sapeva dove stesse il figlio. Manca anche una responsabilità per la mancata carcerazione”.
Parlando delle parole del padre, l’ avvocato Proietti spiega, che “il riferimento è ad una recente sentenza che ha riconosciuto un risarcimento di 11 mila euro circa ad un suo amico dopo l’ uccisione del proprio cane”.
Il legale ha annunciato dunque che continuerà la battaglia, nelle opportune sedi di appello e dinanzi alla Corte europea”.
La sentenza arriva in occasione del quarto anniversario della morte del giovane, che ricorre oggi.

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