Pietre d’inciampo rubate. Probabile archiviazione

Nessun elemento utile è stato fornito dalle immagini delle telecamere esaminate

Probabilmente il fascicolo verrà archiviato. Aveva suscitato indignazione il furto delle pietre d’inciampo che ricordavano le famiglie di Salvo e di Consiglio in via Madonna dei Monti. I filmati delle telecamere di videosorveglianza puntate sulla via non hanno fornito nessun elemento utile. Troppo debole come indizio l’immagine di due sagome che non mostrano mai il volto e che si guardano attorno e poi si dirigono verso il punto in cui erano tate posate le pietre, pochi minuti dopo i due ripassano davanti alle telecamere con in mano una busta, probabilmente contenente le pietre. Troppo poco per continuare ad indagare. Era il 10 dicembre scorso quando il Rione si svegliava con una ferita sull’asfalto. Quelle 20 pietre ricordavano i nomi di altrettante persone deportate e uccise nei campi di concentramento ad opera dei nazifascisti. La più piccola, Giuliana Colomba Di Castro, aveva solo 3 anni. Subito fu aperto un fascicolo per furto aggravato dall’odio razziale. Ma nessun testimone avrebbe assistito al furto. A meno di clamorosi sviluppi sembra che il mistero sia destinato a rimanere irrisolto. A Monti intanto delle nuove pietre d’inciampo sono state istallate a metà gennaio. Insieme ad altre pietre posate in diverse strade dei municipi di Roma, ognuna per ricordare in silenzio quello che fu e che mai più dovrà essere.

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