Ascensore sociale e disuguaglianze: un convegno per parlarne

Ascensore rotto, come fare per farlo ripartire?

Dopo l’italia del grande Sorpasso, quello tra gli anni cinquanta e settanta, e la crescita economica che si è avuta negli 90 (con tutte le problematiche e le Tangentopoli del caso), dal 2008 l’Italia, e non solo, si è ritrovata catapultata in una crisi che di fatto ha congelato il cosiddetto ascensore sociale:

chi nasce in un certo ceto li resta, e tende a non salire più la scala della stratificazione sociale, con le persone che non migliorano più la loro condizione rispetto a quella di provenienza come invece succedeva fino a poco fa. Anzi, per la prima volta spesso si torna indietro da quel ceto medio in cui la grande maggioranza della società italiana si era ammassata.

Se per tutti la parola sviluppo va di pari passo con meno disuguaglianza sociale, il Presidente Censis De Rita cambia le carte in tavola e sottolinea invece come non possa esserci progresso senza aumentare il divario tra le persone, il famoso ascensore sociale, dove c’è chi deve scendere per fare posto a chi sale. Posizione difficile da sostenere per qualunque Governo che punti ad essere eletto. Perché, al contrario di come la pensava Pirandello, per molti è meglio avere false certezze che dubbi.

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