La crisi delle slot machine, produttori e gestori in piazza per protestare

Ancora oggi ogni Regione d'Italia decide in maniera autonoma riguardo eventuali vincoli da stabilire: tutto ciò non consente di dare vita ad una programmazione efficace, limitando gli investimenti che portano ad una regressione del sistema tale da indurre gli imprenditori a licenziare

Una situazione sempre più critica, difficile da controllare, ma soprattutto grave se si considera il fatto che ci siano circa 150.000 posti di lavoro a rischio in tutta Italia. Schiacciate dallo strapotere dei concessionari, così come dai ripetuti aumenti della tassazione, scendono in piazza quelle persone che operano nel campo delle macchine da intrattenimento.

A Montecitorio si riuniscono produttori, installatori e gestori. Intenzionato a trovare un punto d’incontro con i vertici del governo, Domenico Distante, presidente di Sapar, ovvero l’associazione più rappresentativa del settore, ravvisa anomalie e totale incoerenza riguardo l’atteggiamento assunto da Luigi Di Maio e il suo staff nei confronti dell’intera categoria.

Da tempo si fatica a sottostare ai voleri del concessionario, perciò viene richiesto un intervento concreto sulla portabilità del nullaosta. In più si rivendica il riconoscimento giuridico degli operatori, senza dimenticare il fatto che ancora oggi ogni Regione d’Italia decida in maniera autonoma riguardo eventuali vincoli da stabilire: tutto ciò non consente di dare vita ad una programmazione efficace, limitando gli investimenti che portano ad una regressione del sistema tale da indurre gli imprenditori a licenziare.

Il dito viene puntato contro chi tarda ad adottare misure non solo urgenti ma anche fondamentali per mantenere l’occupazione. Sapar e i soggetti rappresentati non vogliono più essere l’anello debole della catena.

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