Rifiuti, Ama in crisi: il Campidoglio pensa a una cabina di regia mentre i sindacati minacciano lo sciopero

Il passo indietro fatto da Pinuccia Montanari, ormai ex assessore alla Sostenibilità Ambientale, rende ancor più lento e macchinoso il percorso che dovrebbe portare a risanare la partecipata incaricata di gestire l'enorme quantitativo di spazzatura prodotta ogni giorno dai romani

Un’azienda in difficoltà con un futuro poco chiaro. La situazione di Ama continua a destare perplessità. Per quanto il Campidoglio sia riuscito a rimettere in piedi l’altra grande municipalizzata di Roma Capitale, ovvero Atac, sul fronte rifiuti le cose non sembrano andare per il meglio. La recente bocciatura del bilancio è stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso, confermando come manchi un’effettiva sinergia tra l’amministrazione capitolina e Ama stessa.

Il passo indietro fatto da Pinuccia Montanari, ormai ex assessore alla Sostenibilità Ambientale, rende ancor più lento e macchinoso il percorso che dovrebbe portare a risanare la partecipata incaricata di gestire l’enorme quantitativo di spazzatura prodotta ogni giorno dai romani. Proprio la fumata nera in merito all’approvazione dei conti ha indotto la Montanari a rassegnare le dimissioni, lasciando la giunta sguarnita in un periodo in cui servirebbe coesione per trovare soluzioni efficaci.

Ciò che Virginia Raggi e i suoi collaboratori hanno in mente è di creare un gruppo di lavoro congiunto attraverso il quale verificare l’andamento della gestione economico-finanziaria della società. Una sorta di cabina di regia per intenderci, quasi a rappresentare un commissariamento. Tale prospettiva non sembra convincere Ama, il cui amministratore delegato, Lorenzo Bagnacani, si dice comunque pronto a continuare.

Il clima è piuttosto teso. A testimoniarlo l’ipotesi di un grande sciopero verso la fine di febbraio indetto da Cgil, Cisl e Uil, preoccupate riguardo il possibile fallimento della municipalizzata e dall’assenza di elementi validi in grado di far pensare ad un suo rilancio.

La giunta grillina deve intanto trovare il sostituto ideale di Montanari. Se Mario Tozzi ha già declinato l’offerta, l’eventuale ritorno di Paola Muraro rischierebbe di creare una spaccatura a Palazzo Senatorio. Non impossibile un rimpasto corposo. D’altronde anche la posizione di Margherita Gatta, assessore alle Infrastrutture nel mirino per via della discutibile gestione delle buche lungo le strade di Roma, è poco stabile.

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