Alice e MOMIX, altro che Paese delle Meraviglie

Dal genio surrealista di Moses Pendleton e dalle coreografie dei ballerini Momix, una nuova Alice è nata

È uno dei personaggi più famosi della letteratura, tradotto e traslato in mille modi e visioni. Dal 20 febbraio, quella che andrà in scena al teatro olimpico per la 9^ edizione del festival internazionale della danza di Roma in collaborazione con l’accademia filarmonica romana, sarà una Alice nel paese delle meraviglie mai vista.

Dal genio estroso e immaginifico suo direttore artistico Moses Pendleton e dal talento dei suoi ballerini acrobati, questa nuova versione targata MOMIX che andrà in scena in prima mondiale muove infatti i passi dalla versione originale della storia firmata Lewis Carroll, per poi però distaccarsene e seguire il bianconiglio nella sua tana, fino ad un nuovo magico.

MOSES PENDLETON, Direttore Artistico MOMIX

“Penso che gli affezionati di Alice nel Paese delle Meraviglie potranno rimanere molto confuse, ma se conoscono la storia di Lewis Carroll, la confusione è parte dell’idea. Non volevamo tradurre letteralmente la piece, ma prendendolo ad ispirazione lo abbiamo usato come trampolino di lancio per entrare nel nostro personale mondo fantastico, Momix in Wonderland. E abbiamo invitato Alice, in questo l’audience, a seguirci nella tana del coniglio dell’immaginazione collettiva. Una cosa su cui sto lavorando da molto è di introdurre nuove forme di tecnologie e mixarle con i ballerini e credo di aver portato questo discorso ad un altro livello in questa Alice”.

In scena fino al 3 marzo, lo spettacolo si sposterà poi in turnee tra Trieste, Cremona e Torino per richiudere infine quel vaso di Pandora che è l’immaginazione.

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