Furti attraverso la prostituzione: fermate 10 persone tra Roma, Tivoli e Montesilvano

Ben rodato il meccanismo di riciclaggio messo in atto da alcuni indagati algerini che promuovevano viaggi periodici finalizzati al trasporto, nel loro Paese d'origine, di ingenti carichi di merce elettronica, tra cui tablet, cellulari, smartphone e computer

Oggetti di valore rubati grazie alla prostituzione e rivenduti poi all’estero. Ecco quanto scoperto dagli investigatori tramite una complessa operazione che ha permesso di fermare ben 10 soggetti tra Roma, Tivoli e Montesilvano, località situata in Abruzzo, alle porte di Pescara.

Tutto parte da un’indagine avviata nel dicembre del 2016 dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, lesti a rintracciare un gruppo di transessuali dediti a prostituirsi così come a rapinare i clienti durante i rapporti sessuali consumati in auto. Secondo quanto riferito dai militari, il sistema in questione prevedeva l’impiego di fiancheggiatori, di diversa nazionalità, incaricati di fornire copertura e sicurezza durante l’espletamento delle attività illecite dei trans, gravitando in zona con i loro veicoli.

Ben rodato infine il meccanismo di riciclaggio messo in atto da alcuni indagati algerini che promuovevano viaggi periodici finalizzati al trasporto, nel loro Paese d’origine, di ingenti carichi di merce elettronica, tra cui tablet, cellulari, smartphone e computer. Giunti a destinazione, tali oggetti venivano “sbloccati” e quindi reimmessi sul mercato nordafricano come “nuovi”. Le persone raggiunte dalle ordinanze di custodia cautelare sono ritenute responsabili di furto, rapina, ricettazione, riciclaggio internazionale e favoreggiamento della prostituzione.

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