Confiscati i beni all’imprenditore Pietro Tindaro Mollica: 170 milioni di euro tornano allo Stato

L'operazione, finalmente conclusa, costituisce l'epilogo di continue indagini patrimoniali eseguite dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica

Ben 20 unità immobiliari situate tra Roma, Varese e la provincia di Messina, 11 veicoli tra auto e moto, quote di 2 società dedite ad organizzare convegni e fiere. C’è questo e molto altro ancora tra i numerosi beni confiscati ufficialmente all’imprenditore siciliano Pietro Tindaro Mollica, arrestato dalle Fiamme Gialle nel 2015 per bancarotta fraudolenta, estorsione e intestazione fittizia di beni. Il suo ingente patrimonio, pari a circa 170.000.000 di euro torna ad essere a tutti gli effetti dello Stato Italiano.

L’operazione, finalmente conclusa, costituisce l’epilogo di continue indagini patrimoniali eseguite dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Attraverso le tante verifiche compiute si è cercato di ricostruire la carriera “criminale” di Mollica, accertando il fatto che, a fronte della titolarità, diretta o indiretta, di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, quest’ultimo non avesse un profilo reddituale tale da giustificare il possesso di certe ricchezze.

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