Mafia a Viterbo. 13 arresti per associazione per delinquere

Per la prima volta il reato di stampo mafioso viene contestato nella città della Tuscia

Teste di animali mozzate, auto incendiate, violente intimidazioni, tutto il codice comportamentale mafioso era messo in atto da un clan operante a Viterbo, dove la mafia c’è, eccome. Lo confermano le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo che hanno arrestato 13 persone su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia. L’operazione Erostato è partita nel 2016. A capo del clan due persone: Ismail Rebeshi di nazionalità albanese e Giuseppe Trovato di origini calabresi. Le attività del gruppo spaziavano dalle estorsioni, alla creazione di una gerarchia criminale fino ad imporre un clima omertoso. Tra le vittime preferite del clan molti negozi compro oro. A colpire gli investigatori il contenuto di intercettazioni ambientali dalle quali si evince come dei comuni cittadini avessero iniziato a rivolgersi ai membri del clan per risolvere delle controversie. Provato anche il collegamento con la ndrangheta calabrese Trovato era infatti vicino e imparentato con membri della famiglia ‘ndranghetista dei Giampà di Lamezia Terme.Gli arrestati dovranno rispondere di associazione di tipo mafioso ed estorsioni oltre che di danneggiamenti, incendi, furti e lesioni personali.

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