Emergenza freddo: nuovo appello di Sant’Egidio

La comunità lancia un messaggio di solidarietà. Ai nostri microfoni il coordinatore della distribuzione coperte di Roma

Si avvicina l’arrivo del ciclone invernale che ripiomberà tutta l’Italia nella morsa del freddo e del maltempo. Prevista anche tanta neve anche nelle zone del sud italia e venti fortissimi, che potranno raggiungere persino i 120 km orari.

Notizie che per molti di noi significano solo fastidi, mentre per alcuni possono significare la morte. Dopo le undici persone senzatetto che a causa del freddo hanno perso la vita, la Comunità di Sant’Egidio ha rinnovato il suo appello per la donazione di coperte e indumenti pesanti:

non bisogna essere San Francesco per coprire le spalle di chi ha freddo, così, chiunque vorrà potrà farlo recandosi al punto di raccolta prioncipale allestito a via Dandolo, alla quale si aggiungono presidi in altre zone della città. Ma non solo donazioni. Il nuovo invito alla solidarietà, infatti, punta anche a sensibilizzare di più le persone nel mettersi in gioco direttamente, diventando gli angeli che nella notte ti scaldano il cuore con un pasto caldo.

Resta aperta straordinariamente la chiesa di san callisto a trastevere che ospita tutti i giorni circa trenta clochard.

Ma il faro dell’attenzione, sottolineano dalla Comunità di Sant’Egidio, non va puntato solo su queste zone centrali ma ancor di più sulle periferie dove spesso trovare un riparo è più difficile.

Come a tor marancia, dove dopo la morte di uno degli undici homless, l’ottavo municipio ha deciso, di aprire per la prima volta uno spazio per accogliere le persone senza fissa dimora fino alla fine di marzo. Piccole molliche di pane lasciate in giro per la città a segnare la strada che porta alla salvezza. Ancora troppo poche, per aiutare tutti.

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