Cinema, il ritorno dietro alla macchina da presa di Mario Martone: nelle sale “Capri-Revolution”

La pellicola non è che la narrazione dell'isola stessa, capace all'inizio del Novecento di attrarre chiunque sentisse la spinta dell'utopia coltivando ideali di libertà

Uno sguardo verso la storia, un altro verso i sentimenti, un altro ancora verso la bellezza di un luogo unico al mondo. A circa 3 anni di distanza da “Pastorale cilentana”, Mario Martone presenta la sua ultima fatica cinematografica intitolata “Capri-Revolution”. Il lungometraggio in questione, in cui recitano tra gli altri Marianna Fontana, Gianluca Di Gennaro e Antonio Folletto, è ambientato nel 1914, poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia.

Una comune di giovani nordeuropei approda sulla celebre isola dello Stivale per sviluppare la propria ricerca nella vita e nell’arte. Tra di loro c’è Seybu, destinato ad incontrare Lucia ma anche Carlo, il giovane medico del Paese. La pellicola non è che la narrazione dell’isola stessa, capace all’inizio del Novecento di attrarre chiunque sentisse la spinta dell’utopia coltivando ideali di libertà. Proprio come i russi, esuli a Capri per architettare la rivoluzione.

Come ribadito da Martone, il film prende spunto dall’esperienza della comune creata in quel di Capri dal pittore Karl Diefenbach tra il 1900 e il 1913. Tuttavia è evidente una rielaborazione generale che sposta leggermente in avanti l’azione, con Diefenbach pronto a lasciare il posto a un giovane artista performativo. «Ogni cosa in questo film è solo e semplicemente sognata», parola del regista.

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