Rogo al Tmb Salario, i pm insistono sul sabotaggio: si teme il collasso della raccolta durante le feste

Alcuni giorni prima del rogo si era registrato il guasto dell'impianto di sorveglianza: particolare non di poco conto, al punto tale da indurre procuratore aggiunto e sostituti a disporre il sequestro della cabina di regia che controlla le videoriprese

L’ipotesi sabotaggio appare sempre più concreta. Le indagini avviate per capire come sia andato a fuoco il Tmb Salario in data 11 dicembre inducono al momento i pm ad escludere il fenomeno dell’autocombustione, meccanismo comunque possibile alla luce delle bombolette spray o delle bottiglie contenenti alcol presenti tra la spazzatura. Tuttavia la pista dolosa rimanere molto calda. Il motivo è semplice. Alcuni giorni prima del rogo si era infatti registrato il guasto dell’impianto di sorveglianza. Particolare non di poco conto, al punto tale da indurre procuratore aggiunto e sostituti a disporre il sequestro della cabina di regia che controlla le videoriprese.

Nel caso in cui venisse accertato il sabotaggio del sistema di sicurezza, non ci sarebbero troppi dubbi riguardo l’azione dolosa capace di far originare le fiamme all’interno della vasca in cui raccogliere l’indifferenziata prima del trattamento meccanico biologico. Se l’entrata laterale è stata sigillata, su delega della magistratura l’Arpa è al lavoro per verificare quanto il territorio circostante sia stato inquinato in seguito alla nube di fumo.

L’arrivo delle festività fa alzare di nuovo l’allarme sul fronte della raccolta. Di sicuro le 400 tonnellate di rifiuti trasportate ad Aprilia ogni giorno non riusciranno a liberare i cassonetti stracolmi da mesi. Si confida nell’aiuto di siti come quelli di Frosinone, Rocca Cencia, Viterbo e Latina.

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