Refugees Welcome Italia: tre anni di accoglienza in famiglia

Presentati i numeri di un fenomeno in ascesa, insieme alle linee guida necessarie a replicare e migliorare il progetto

Aprire la propria casa per accogliere chi vuole vivere nel nostro Paese.
Persone che una volta arrivate qui nei centri di accoglienza un bel giorno si è vista buttata fuori, senza rimpatrio ne un’alternativa offerta. E invece della strada hanno trovato una porta aperta:
tutto questo grazie a Refugees Welcome Italia, associazione giovane ma che in soli tre anni dalla sua fondazione ha già prodotto risultati insperati.

Un’esperienza che da una nuova speranza di vita a chi l’aveva persa e apre nuovi orizzonti nella mente di chi ospita

Da parte del Comune, è nelle intenzioni di Roma Capitale di ampliare e rafforzare le metodologie ed i piani per una vera accoglienza che si accompagni all’inclusione sociale, cosa già timidamente avviata con la pubblicazione di un avviso pubblico finalizzato al reperimento di adesioni al “forum di roma capitale per l’accoglienza e l’inclusione delle persone di origine straniera”.
Lo scorso anno la giunta nella figura dell’assessore Laura Baldassarre aveva proposto ai suoi dirigenti, con una missiva datata 27 settembre 2017, di “avviare una sperimentazione di accoglienza presso famiglie, per alleggerire il sistema Sprar, monopolizzato da cooperative a volte di dubbia integrità. Ma della proposta, all’epoca allo studio, nessuna traccia.

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