“Roma Universalis”, al Colosseo e al Foro Romano la mostra che racconta l’Impero al tempo dei Severi

Una delle tappe di certo più interessanti è rappresentata dal Tempio di Romolo, al cui interno è posizionato il ciclo statuario scoperto presso le Terme di Elagabalo: una clip proiettata in sala spiega il processo di individuazione e di recupero del materiale

Accendere i riflettori sull’ultimo periodo dell’Impero in cui la Città Eterna fu davvero grande. Questo uno degli obiettivi principali della mostra “Roma Universalis” allestita al Colosseo ma, di fatto, articolata in un percorso a tappe che permette ai visitatori di ammirare alcuni dei monumenti costruiti o fatti restaurare dai Severi nell’area archeologica centrale, quella che include anche il Templum Pacis e i Fori Imperiali. È anche e soprattutto sulla nota dinastia africana che si focalizza l’allestimento, in particolare tramite le 4 sezioni organizzate all’interno dell’Anfiteatro Flavio, dove sculture, filmati, modellini e reperti archeologici finiscono per sottolineare il grande apporto dato proprio dai Severi all’evoluzione storico-artistica della Capitale. Ulteriori tracce della dinastia sono evidenti tra il Palatino e il Foro Romano.

Una delle tappe di certo più interessanti è rappresentata dal Tempio di Romolo, al cui interno è posizionato il ciclo statuario scoperto presso le Terme di Elagabalo (una clip proiettata in sala spiega il processo di individuazione e di recupero del materiale).

Oltre a poter visitare i resti delle Terme di Elagabalo, il pubblico può inoltre godere della bellezza di siti come il complesso Vicus ad Carinas senza dimenticare i luoghi severiani del Palatino come la Domus Augustana e lo Stadio.

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