Cinema, Valerio Mastandrea dietro la macchina da presa per dirigere “Ride”

Tra cambi continui di atmosfere, ecco un'opera profonda e al tempo stesso imprevedibile: sceneggiatura di spessore con le musiche originali firmate da Riccardo Sinigallia ed Emiliano Di Meo

Un drammatico un po’ atipico, dove il contesto è pervaso da tristezza anche se non mancano momenti di inaspettata (e gradevole) ironia. Si potrebbe riassumere così la pellicola intitolata “Ride”, lungometraggio d’esordio di Valerio Mastandrea nelle vesti di regista. In concorso al Torino Film Festival 2018 e nei cinema dal 29 novembre, il film in cui recitano, tra gli altri, Chiara Martegiani e Renato Carpentieri, si sviluppa nel Comune di Nettuno dove un uomo ha perso la vita sul proprio posto di lavoro.

Nella piccola località laziale si piange la morte di Mauro Secondari, scomparso in seguito ad un incidente avvenuto nella fabbrica dove per anni ha prestato servizio. A poche ore dal funerale Carolina, la sua compagna, non appare travolta dal dolore. Tutti si aspettano di vedere in chiesa una donna distrutta, devastata. Lei non dovrà deludere nessuno, neanche se stessa.

Tra cambi continui di atmosfere, Mastandrea tira fuori dal cilindro un’opera profonda e al tempo stesso imprevedibile. Sceneggiatura di spessore con le musiche originali firmate da Riccardo Sinigallia ed Emiliano Di Meo.

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