Galleria Corsini, Guido Reni e Agostino Masucci a confronto

Il punto di partenza della mostra è rappresentato dal quadro di Reni intitolato "La visione di Sant'Andrea Corsini", commissionato dalla nobile famiglia in vista della canonizzazione del santo vissuto nel Trecento

Un allestimento che ruota attorno ad un capolavoro firmato da Guido Reni ma pronto ad accendere i riflettori su altri dipinti e altri grandi autori del passato. La Galleria Corsini di Roma accoglie l’esposizione curata da Stefano Pierguidi in cui il punto di partenza è rappresentato dal quadro di Reni intitolato “La visione di Sant’Andrea Corsini”, commissionato dalla nobile famiglia in vista della canonizzazione del santo vissuto nel Trecento. Accanto alla tela custodita oggi agli Uffizi, ecco la replica eseguita nel 1732 da Agostino Masucci su richiesta di Papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, con l’obiettivo di abbellire la cappella di famiglia in San Giovanni in Laterano.

Il piccolo ambiente situato di fronte alla sala in cui vengono esposti ulteriori dipinti di Reni, Masucci e non solo, conserva produzioni da non sottovalutare come “Sibilla persica” di Mattia Moretti e “La Vergine in adorazione del Bambino dormiente” di Vittorio Demignot. In quanto alla “Visione” di Reni, è opportuno ravvisare i rimandi a Raffaello e all’Antico in una formula alternativa al Barocco più marcato di Bernini e Pietro da Cortona.

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