Galleria d’Arte Moderna di Roma, “Le tute e l’acciaio”: ecco l’installazione di Antonio Fraddosio

Ad essere esposte ben 10 lamiere, lacerate e contorte, che rievocano quelle tute indossate dagli operai dell'Ilva per proteggersi dai tumori

Prendere di petto la realtà più dura e ingiusta, rileggerla attraverso una serie di lavori concepiti e realizzati in base alle caratteristiche del luogo destinato ad accoglierli. “Le tute e l’acciaio” è il titolo dell’installazione messa a punto da Antonio Fraddosio che trova posto nel cortile della Galleria d’Arte Moderna di Roma. Ad essere esposte ben 10 lamiere, lacerate e contorte, che rievocano quelle tute indossate dagli operai dell’Ilva per proteggersi dai tumori. Le stesse depositate in una specie di camera di compensazione al termine del turno di lavoro prima raggiungere le docce.

Fraddosio, nato a Barletta nel 1951, e quindi pugliese doc, ha visto con i propri occhi la progressiva e inesorabile trasformazione di Taranto. Il progetto in questione assume la valenza di monumento antiretorico dedicato a chi, pur di portare soldi a casa, mette in gioco la propria vita.

Come osservato da Gabriele Simongini, che insieme a Claudio Crescentini supervisiona il progetto, nei sudari di ferro ideati da Fraddosio resta «l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione anche se sopravvive una sorte di speranza affidata all’arte».

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