Rivedere il concetto di sviluppo, partendo dalle parole di Bergoglio

Guida spirituale come economia: Papa Francesco ed il suo modello di sviluppo al centro di un incontro alla Camera di Commercio

Il nuovo nome della pace deve essere sviluppo. Sviluppo economico ma in primo luogo sociale, in modo equo e solidale, dove gli ultimi veramente sono i primi ed i ricchi sostengono l’economia senza adagiarsi sui più deboli. E capire che non è possibile sfruttare un sistema all’infinito senza che esso si esaurisca, con un effetto deleterio per il sistema e per noi stessi.

Potrebbero sembrare le parole di Chomsky. È invece l’idea di Papa Francesco, espressa benissimo nella sua enciclica Laudato Si’ sulla cura della casa comune, come il pontefice chiama il nostro pianeta. Centro dell’incontro “l’economia di Francesco”, che anticipa e apre il festival “Economia Come – L’impresa di Crescere”, in partenza presso l’Auditorium parco della musica, le parole del massimo esponente della Chiesa come monito e motore di una ripartenza economica in chiave sostenibile ed etica.

Parole che non parlano a cristiani o credenti, ma a tutti, come spiega il vaticanista de la stampa Giacomo Galeazzi. O almeno, a chiunque abbracci quel valore basilare del rispetto dell’altro come di noi stessi, avendo allo stesso tempo cura per il mondo che ci ospita.

Non è un caso che se ne parli con economisti, professori di università, giornalisti ed imprenditori (tutti tranne un esponente della chiesa) presso la camera di commercio di roma, fondata da un Papa, il cui ruolo è da sempre quello di indirizzare l’imprenditoria verso un idea di sviluppo prolifico e sostenibile.

Parole lungimiranti, quelle di Francesco, che ci si auspica convertiranno anche gli atei.

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