Stefano Cucchi, indagati altri 4 militari: Francesco Tedesco in aula a gennaio

Spuntano fuori nuovi nomi nell'ambito degli accertamenti sui presunti atti falsificati seguiti al decesso del giovane: tra loro anche Francesco Di Sano, militare della stazione di Tor Sapienza, e il luogotenente Massimiliano Colombo

Nuovi sviluppi che vedono coinvolti altri soggetti in una vicenda piuttosto intricata. Dopo le rivelazioni del carabiniere Francesco Tedesco, pronto a puntare il dito contro i colleghi Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo in merito alla morte di Stefano Cucchi, ben 4 militari risultano indagati nell’ambito degli accertamenti sui presunti atti falsificati seguiti al decesso del giovane. Tra loro anche Francesco Di Sano, militare della stazione di Tor Sapienza, e il luogotenente Massimiliano Colombo, comandante della stessa caserma (sarà interrogato la prossima settimana).

Nei giorni scorsi Colombo sarebbe stato sottoposto ad una perquisizione: l’atto istruttorio puntava ad individuare eventuali comunicazioni tra lui e i suoi superiori dell’epoca. Riguardo Di Sano, quest’ultimo fu scelto dalla caserma di Tor Sapienza che ebbe in custodia proprio il detenuto.

Un iter giudiziario lungo e complesso che, tuttavia, è vicino ad una svolta. Merito delle confessioni di Tedesco, una delle persone imputate per l’omicidio preterintenzionale del geometra classe 1978. Secondo quanto rivelato dal carabiniere, la morte di Stefano sarebbe stata causata dalle percosse subite per mano dei colleghi D’Alessandro e Di Bernardo, pronti a picchiare il giovane riducendolo poi in fin di vita.

«Temevo ritorsioni e sono rimasto zitto per anni», ecco quanto avrebbe riferito lo stesso Tedesco che dovrà essere riascoltato in aula a gennaio, ribadendo alla corte le accuse nei confronti di D’Alessandro e Di Bernardo.

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