Ecopass. Nuovo rinvio dell’approvazione delle linee guida

La prossima settimana nuova seduta dedicata all'approvazione del testo
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Ancora un rinvio per l’Ecopass. L’aula Giulio Cesare continua a rimandare la seduta che deve approvare le linee guida per l’introduzione della cosiddetta Congestion Charge ovvero una tassa da far pagare a chi entra all’interno di una zona verde disegnata nel centro cittadino. A Roma la vuole introdurre l’amministrazione pentastellata ma da tempo non si riesce ad approvare la delibera, vuoi per mancanza del numero legale, vuoi per decisione dei grillini che si sono concessi maggiore tempo per elaborare il testo. Eppure non si tratta del testo finale ma soltanto della griglia all’interno della quale la Giunta e l’Agenzia della Mobilità elaboreranno i dettagli del provvedimento. Ciononostante la seduta di martedì, dopo avere eletto il nuovo vicepresidente, Francesco Figliomeni, ha visto la discussione protrarsi fino alle otto di sera senza venire al dunque. L’ultimo testo dell’amministrazione sembra però mettere d’accordo tutte le anime del movimento che si dicono pronte a votare in Aula. Tra le novità introdotte: la specificazione che il provvedimento riguarda le macchine, mentre i motorini continueranno a poter circolare, la zona interessata adesso è più piccola rispetto all’anello ferroviario indicato in un primo tempo, e poi residenti, disabili e proprietari di veicoli ibridi godranno ancora di esenzioni, mentre si pottebbero applicare delle restrizioni ai veicoli di grossa cilindrata. Dal momento dell’approvazione Roma Capitale avrà due anni per scrivere il testo finale tenendo conto del fatto che l’entrata in vigore dell’Ecopass sarà comunque subordinata al raggiungimento da parte del servizio pubblico di adeguati livelli di trasporto. Si vuole insomma evitare che la tassa vada a gravare sugli automobilisti senza che esistano opzioni credibili di viaggio all’interno della città con i mezzi pubblici. Ma a rimettere tutto in discussione potrebbe pensarci il Referendum sulla messa a bando del trasporto pubblico romano del prossimo 11 novembre. Se dovessero prevalere i sì qualcosa nei piani dell’amministrazione dovrebbe per forza cambiare.

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