Arte, a Palazzo Barberini “Ecce Homo” e la “Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa” di Andrea Mantegna

Da non sottovalutare gli altri 4 elementi che completano l'allestimento, si pensi a "Ritratto d'uomo" di Giorgio Schiavone e alla "Madonna col Bambino" di Giovanni Battista Cima da Conegliano

Un’unica sala messa a disposizione, poche opere esposte seppur di grande qualità nonché di estrema importanza tanto dal punto di vista della storia dell’arte quanto da quello della storia del collezionismo e del gusto. A Palazzo Barberini trovano posto 2 capolavori di Andrea Mantegna, attivo a Roma dal 1488 al 1490 per decorare la cappella del nuovo edificio del Belvedere su invito di Papa Innocenzo VIII.

Da una parte “Ecce Homo”, sintesi perfetta di inizio Cinquecento tra le esigenze della pittura devozionale e una costruzione scientifica delle forme anatomiche e dello spazio, dall’altra la “Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa” con quella Maria ampiamente raffigurata in area veneta dalla bottega di Giovanni Bellini.

Se lo stile di Mantegna finisce per attrarre il visitatore, soprattutto per il sorprendente stato di conservazione di “Hecce Homo”, non vanno sottovalutati gli altri 4 elementi che completano l’allestimento. Si pensi a “Ritratto d’uomo” di Giorgio Schiavone e alla “Madonna col Bambino” di Giovanni Battista Cima da Conegliano.

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