Autobus in fiamme nella Capitale, la Procura traccia un primo bilancio: “Nessuna manomissione”

Il dossier consegnato al procuratore aggiunto, Nunzia D'Elia, parla chiaro: gli incendi si sarebbero sviluppati a causa dei "pezzi" vecchi che tengono in piedi i tanti bus operativi sul suolo capitolino

La prima tranche di rilievi effettuati toglie qualsiasi dubbio: parlare di manomissione è fuori luogo. La Procura di Roma tira le somme dopo le verifiche scattate per comprendere cosa, negli ultimi mesi, abbia portato alla devastazione di numerosi autobus di Atac perché avvolti improvvisamente dalle fiamme.

Più di 20 casi simili da gennaio ad oggi (difficile dimenticare quanto avvenuto a maggio lungo via del Tritone). Eppure i 6 veicoli esaminati da cima a fondo non risultano essere stati sabotati. Il dossier consegnato al procuratore aggiunto, Nunzia D’Elia, e al pubblico ministero, Mario Dovinola, parla chiaro: gli incendi si sarebbero sviluppati a causa dei “pezzi” vecchi che tengono in piedi i tanti bus operativi sul suolo capitolino.

Insomma, dalle conclusioni tratte si deduce come i continui roghi siano la naturale conseguenza di un pacchetto di veicoli a dir poco vetusti su cui l’azienda romana deve tuttavia fare affidamento considerando le note carenze economiche.

L’inchiesta non si chiude certo qui. I futuri accertamenti serviranno a capire se, tra i tanti incidenti registrati, qualcuno sia scaturito per via di eventuali manomissioni. Nel mirino degli investigatori ci sono specialmente i tram, per i quali non si escludono danneggiamenti volontari ai freni di emergenza. Il recupero di materiale di vario genere, come tappi e sassi incastrati proprio tra i freni, implica precisi approfondimenti.

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