Sgomberi a Roma, al via i blitz: il Viminale persegue la linea dura

Il clima non è affatto sereno, i movimenti per la casa criticano la circolare diffusa dal Viminale, ritenendola una dichiarazione di guerra, e preparano un corteo per il 10 ottobre

Le operazioni di sgombero entrano nel vivo. Per quanto il Campidoglio chieda con insistenza di rispettare i diritti delle persone, il Viminale mette in piedi un’autentica task force. Dal Tiburtino a Tor Sapienza, senza dimenticare quartieri come San Giovanni: tanti gli edifici sparsi lungo il territorio romano nel mirino delle forze dell’ordine.

Interventi drastici, decine di migliaia di soggetti costretti ad abbandonare luoghi in cui sono riusciti a costruirsi una vita. Se il ministero dell’Interno ha deciso da tempo quale atteggiamento assumere riguardo gli sgomberi, Virginia Raggi predica discrezione e criterio: «La legalità è importantissima ma non può travalicare i diritti delle persone», afferma il sindaco. Che poi aggiunge: «I diritti dei proprietari devono essere tutelati insieme anche a quelli delle persone che stanno lì dentro».

Messaggio chiaro, seguito da una considerazione altrettanto importante: «Gli sgomberi non sono di competenza dei Comuni, ma del ministero dell’Interno che li fa attraverso le sue diramazioni territoriali che sono i prefetti. A loro bisogna prestare assistenza. Gli assistenti sociali devono fare i censimenti».

Il clima non è affatto sereno, i movimenti per la casa criticano la circolare diffusa dal Viminale, ritenendola una dichiarazione di guerra, e preparano un corteo per il 10 ottobre.

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