Campidoglio stanzia 90 milioni per manutenzione ponti. Acer: “Troppo poco intervenga lo Stato”

Ancora scontro tra gli esperti sulla pericolosità del ponte della Magliana

2 milioni per il ponte della Magliana, 1,1 milioni per il ponte Risorgimento, 1,8 per il nuovo ponte della Scafa, 5,3 per il ponte Flaminio e 3 per la Tangenziale Est. Sono le cifre che il Campidoglio preventiva di investire per la manutenzione dei suoi ponti. In totale palazzo Senatorio assicura di spendere 90 milioni per la manutenzione e 10 per la sorveglianza. Cifre troppo basse secondo l’Acer che invoca l’intervento statale per finanziare la manutenzione straordinaria di cui le infrastrutture capitoline hanno bisogno. Intanto neanche sul ponte della Magliana, quello finito nell’occhio del ciclone dopo il crollo di Genova, i pareri degli esperti sono unanimi. Secondo il preside della Facoltà di ingegneria civile e industriale della Sapienza di Roma, Antonio D’Andrea, grazie alle indagini effettuate nell’ultimo anno dal professor Braga, è possibile “escludere i rischi di crollo ventilati a più riprese in alcuni ambienti giornalistici, tecnici o imprenditoriali”. Ma a poco servono le rassicurazioni, le opposizioni si uniscono nelle ultime ore in un coro unanime che chiede verifiche sullo stato di salute di ponte e viadotto della Magliana, ma anche su altre infrastrutture. Il capogruppo del Pd Pelonzi afferma che “Sulla stabilità del viadotto della Magliana non c’è più un minuto da perdere”, mentre il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone ha già annunciato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. L’intervento di Roma Capitale a Magliana Vecchia è previsto per la primavera del 2019 quando partiranno anche gli interventi sul Ponte Flaminio,costruito nel 1938, sul ponte Risorgimento, inaugurato nel maggio 1911 e sulla Tangenziale Est, opera realizzata tra il 1963 e il 1975. Bisognerà aspettare il 2019 quindi, perchè al momento si è nella fase di progettazione degli interventi di messa in sicurezza che poi dovranno andare a bando. Ma forse la tragedia di Genova riuscirà a dare un colpo di acceleratore all’inizio dei lavori.

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