Camping River, chiusura anticipata nonostante la tregua chiesta dalla Corte Europea

Con 24 ore di anticipo rispetto al termine dello stop i vigili urbani si adoperano per condurre fuori dal presidio gli abitanti: a monitorare la situazione lungo via Tenuta Piccirilli, a Prima Porta, poliziotti e carabinieri

Emergenza igienico-sanitaria. Questa la motivazione che permette di sgomberare anzitempo il Camping River. Nonostante la sospensiva della Corte Europea, pronta a chiedere qualche giorno di tregua prima di procedere con il blitz, con 24 ore di anticipo rispetto al termine dello stop i vigili urbani si adoperano per condurre fuori dal presidio gli abitanti. A monitorare la situazione lungo via Tenuta Piccirilli, a Prima Porta, ci sono pure poliziotti e carabinieri, sul posto con decine di autopattuglie e blindati.

L’Europa non ferma i piani del Comune, tanto meno quelli di Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno è stato chiaro: l’obiettivo è quello di chiudere gradualmente tutte le aree in cui risiedono i rom cercando, in un secondo momento, di restituire gli stessi spazi alla cittadinanza. Se alcune persone si ribellano, altre escono a testa bassa. Qualcuno approfitta invece dell’offerta di accoglienza presso le strutture del sistema allestito dai servizi sociali di Roma Capitale.

«Non vogliono risolvere i problemi», dice Matteo Orfini del Partito Democratico riferendosi a Virginia Raggi e al vice premier. «Un precedente unico e gravissimo», afferma invece il presidente dell’Associazione 21 Luglio Carlo Stasolla. L’ordinanza di chiusura firmata dal sindaco consente di liberare il campo. Di sicuro le polemiche non si placheranno.

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