Allarme siccità, ecco lo sprint per creare il depuratore del Tevere

Massimo Paternostro, responsabile del procedimento, ricorda come lo stato di emergenza sia stato prorogato di altri 6 mesi poco tempo fa: preoccupano però le perdite delle condutture di Roma

Un’opera dal costo complessivo di oltre 12.000.000 di euro, investimento attraverso cui depurare circa 500 litri di acqua al secondo per servire almeno 400.000 persone residenti a Nord della Capitale. Questi alcuni dei numeri legati alla costruzione dell’impianto di Grottarossa destinato a sorgere sulle sponde del Tevere.

Per quanto si eviti di parlare di crisi idrica nella Città Eterna, il progetto appare ben avviato. Sorprende il fatto che Acea abbia già chiuso le procedure di affidamento dei lavori prima di ottenere i pareri finali da parte di Campidoglio, Regione e Asl Roma 2.

Massimo Paternostro, responsabile del procedimento, ricorda come lo stato di emergenza sia stato prorogato di altri 6 mesi poco tempo fa. Dunque il rischio siccità c’è e non può essere sottovalutato, al punto tale da ritenere urgente e imprescindibile il potabilizzatore anche alla luce dello stop alle captazioni dal Lago di Bracciano.

Se il progetto in questione appare utile, c’è chi reputa superflua la nascita di un depuratore del genere. Questo perché rimangono costanti ed elevate le perdite delle condutture di Roma, con una rete che tende a disperdere circa il 37% dell’acqua trasportata. Insomma, anziché costruire varrebbe la pena intervenire sulle tubature già esistenti.

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