Emergenza rifiuti. Vertice per scongiurare sciopero del 14 luglio a Roma

Le temperature estive non fanno che peggiorare la situazione in città

Ancora sull’orlo del collasso. La raccolta dei rifiuti a Roma procede a singhiozzo. I residenti di Corviale, Marconi e Portuense ma anche di Tor Sapienza, Bravetta e Pisana, lamentano la convivenza forzata con contenitori stracolmi che diventano discariche maleodoranti già dalle prime ore del mattino. E le temperature estive non fanno che peggiorare la situazione. Intanto un nuovo piano di intervento di pulizia straordinaria, messo in moto da Ama a partire da domenica scorsa, non dà i risultati sperati e l’insofferenza per i disservizi aumenta mentre la bomba spazzatura rischia di esplodere il 14 luglio, quando è previsto lo sciopero dei lavoratori Ama. Intanto il neo presidente del III municipio, Caudo, che già in campagna elettorale aveva messo tra le priorità la bonifica del Tmb Salario, effettua un sopralluogo nel sito che, come denunciano i comitati di quartiere, rende l’aria irrespirabile. Si tratta di un luogo che smaltisce 600 tonnellate di rifiuti al giorno e che il Campidoglio promette di chiudere nel 2019 ma che pare destinato a rimanere in funzione finché non verrà trovato un sito alternativo capace di smaltire quei rifiuti. Una soluzione parziale potrebbe venire dal vertice tra Roma Capitale, Ama e le sigle sindacali volto a sbloccare l’assunzione di 350 nuovi lavoratori in due anni, come previsto dalla delibera 58 che prevede lo sblocco delle assunzioni. Un primo passo verso la razionalizzazione di un sistema che si regge in un equilibrio sempre più precario.

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