Rifiuti a Roma, è scontro tra Regione Lazio e Campidoglio

La Pisana è convinta che nessun'altra località possa ricevere e lavorare gli scarti provenienti dalla Città Eterna, a Palazzo Senatorio respingono l'ipotesi di creare una nuova Malagrotta nei confini comunali

Strategie opposte, punti di vista talmente differenti da impedire di trovare un’intesa in tempi brevi. Se a Roma quello dei rifiuti è davvero un problema all’ordine del giorno, la situazione tende a precipitare in un momento delicato in cui le temperature si innalzano, la Germania evita di prelevare circa 700 tonnellate di spazzatura stipata su un treno fermo a Villa Spada, i Comuni declinano la proposta di accogliere montagne di immondizia e il contratto dell’Ati, associazione temporanea di imprese incaricata di portare i “sacchi” in Emilia e Lombardia, scade senza la prospettiva di un rinnovo.

L’emergenza c’è, è inutile negarlo. E quello che più preoccupa è il futuro, perché la produzione di rifiuti sembra destinata a crescere. La Regione Lazio è convinta che nessun’altra località possa ricevere e lavorare gli scarti provenienti dalla Città Eterna, il Campidoglio insiste invece sulla raccolta porta a porta con l’obiettivo di arginare il fenomeno dei cassonetti stracolmi respingendo l’ipotesi di creare una nuova Malagrotta nei confini comunali.

Nella presunta lettera inviata da Virginia Raggi a Nicola Zingaretti sarebbe inclusa la richiesta di individuare subito impianti di trattamento e smaltimento, scaricando tutta la responsabilità sulla Pisana in caso di mancato aiuto. Giovanni Maria Arena, sindaco di Viterbo, mette le cose in chiaro e anticipa che la città da lui governata non è da intendere come discarica del Lazio. Difficile, ad oggi, intuire quale strada verrà intrapresa nell’immediato.

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