Stadio della Roma, c’è l’ok da parte della procura per la scarcerazione di Luca Parnasi

L'11 luglio verrà discusso il ricorso presentato in Cassazione dai difensori del costruttore per chiedere l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare a causa di carenza di motivazioni

Arresti domiciliari sì, ma niente di più. La procura dà il via libera alla scarcerazione di Luca Parnasi, ormai ex n° 1 di Eurnova, società incaricata di affiancare l’AS Roma nella realizzazione dell’impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Detenuto a Rebibbia da metà giugno, il costruttore capitolino convince in parte il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Barbara Zuin.

Fondamentale l’ultimo, lungo interrogatorio nel corso del quale lo stesso Parnasi avrebbe ammesso di aver dato soldi a numerosi partiti in occasione delle elezioni avvenute nel mese di marzo. Un’azione dettata dal bisogno di rimanere nel “giro” quando si ha a che fare con le opere pubbliche: questa la motivazione principale. Grazie ad una tesi del genere, gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini avrebbero fatto passare il loro assistito come vittima di un sistema che tende a affossare nel caso in cui si decide di lavorare in maniera corretta.

Almeno 15 i politici che avrebbero usufruito di aiuti in occasione dell’ultima campagna elettorale, costata all’imprenditore circa 300.000 euro (da capire se i soldi donati siano stati di natura lecita o meno).  A questo punto i giudici pretendono ulteriori dettagli circa l’ex braccio destro Luca Caporilli, anche lui finito ai domiciliari per aver collaborato, oltre ai dirigenti di Eurnova Simone Contasta e Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri e il commercialista Gianluca Talone.

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