“The Pink Floyd Exhibition”, al Macro di via Nizza rivive il mito di Roger Waters & Co.

La mostra riesce a deliziare i fan più sfegatati consentendo a quelli meno informati di comprendere non solo lo spessore tecnico e artistico del gruppo, ma anche di realizzare l'impressionante appeal del quartetto a livello discografico e concertistico

Oltre 50 anni di storia tra suoni, parole e melodie uniche. Il tutto sintetizzato attraverso un percorso ricco di preziosi elementi come foto, strumenti, stralci di scenografie, locandine, appunti e video rari. Ecco cosa include la mostra dedicata ai Pink Floyd ed allestita presso la sede di via Nizza del Macro.

Il progetto è indubbiamente affascinante e ambizioso: percorrendo i numerosi ambienti messi a disposizione dalla struttura pariolina, è possibile venire a conoscenza dei tanti aneddoti che riguardano da vicino la rock band britannica. Seguendo un ordine cronologico che parte dall’inizio degli anni Sessanta, periodo in cui i componenti del gruppo cominciarono a prendere confidenza con il palco, “The Pink Floyd Exhibition” si sviluppa in maniera a dir poco impeccabile, deliziando i fan più sfegatati e consentendo a quelli meno informati di comprendere non solo lo spessore tecnico e artistico di Roger Waters e soci, ma anche di realizzare l’impressionante appeal del quartetto a livello discografico e concertistico.

Se la fase caratterizzata dalla presenza in pianta stabile di Syd Barrett ha il suo perché, album come “Ummagamma” e “Atom Heart Mother” sono indice di grande lungimiranza e coraggio in termini compositivi. Tutto il materiale che corrisponde al 1971, anno in cui venne pubblicato l’incantevole “Meddle”, fa venire i brividi. Gli stessi che assalgono i visitatori quando è il turno di confrontarsi con capolavori assoluti quali “The Dark Side of the Moon” e “Wish You Were Here”.

Andando avanti ci si rapporta con la creatività crescente capace di toccare l’apice sul finire dei Settanta, quando i Pink Floyd rilasciano prima “Animals” e poi “The Wall” dando vita a dei tour mozzafiato. La parte conclusiva della mostra accende invece i riflettori sul successivo lavoro incostante e problematico del progetto, segnato da quelle incomprensioni che comportarono l’addio di Roger Waters oltre all’allontanamento di Richard Wright, rientrato a ridosso dell’inizio della stesura dei brani destinati a finire in “The Division Bell”.

Lacrime ed emozioni prendono il sopravvento nell’ultima sala, quella in cui viene proiettata l’ultima esibizione live dei Pink Floyd al completo. Live Aid del 2005, il leggendario quartetto regala a milioni di persone un’esecuzione sontuosa di “Comfortably Numb”. Così cala il sipario su un allestimento imperdibile.

Categories
Servizi

RELATED BY