Sopralluogo al Flaminio. Codacons e stampa rimangono fuori

Dopo il ritrovamento di un cadavere all'interno dello stadio e la diffida presentata dal Codacons per ottenere la nomina di un commissario ad acta, qualcosa si è smosso

Per decenni è stato il cuore pulsante dello sport italiano, poi un lento ed inesorabile declino lo ha ridotto così. Arena abbandonata diventata negli ultimi tempi un rifugio per disperati. Ma la parabola dello stadio Flaminio conosce adesso un nuovo capitolo. Dopo il ritrovamento di un cadavere all’interno dello stadio e la diffida presentata dal Codacons per ottenere la nomina di un commissario ad acta, qualcosa si è smosso. Roma Capitale ha realizzato un sopralluogo dei suoi tecnici per verificare lo stato in cui versa la struttura. A darne l’annuncio era stata l’associazione per la difesa dei diritti dell’ambiente e dei consumatori, che si diceva soddisfatta del fatto che dopo anni di immobilismo qualcosa si movesse. Peccato però che dopo avere notificato l’imminente sopralluogo, al Codacons è stato notificato anche il divieto di partecipare. La bonifica dello stadio non può aspettare. La comunicazione ai cittadini dello stato di abbandono in cui versa e delle misure che verranno prese da Roma Capitale per risanarlo, a quanto pare sì.

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