“Il tesoro di antichità”, ai Musei Capitolini si celebra il lavoro di Johann Joachim Winckelmann

La selezione di ben 124 opere e l'apertura di ben tre sedi nell'arco di pochi metri testimoniano la grandezza e il prestigio del progetto: apertura al pubblico prevista fino al 22 aprile
Una mostra concepita con l’intento di celebrare gli anni della nascita e della morte di quello che è considerato a tutti gli effetti il fondatore dell’archeologia moderna. S’intitola “Il tesoro di antichità” la nuova mostra visitabile ai Musei Capitolini in cui, oltre alle opere esposte, il vero protagonista è il tedesco Johann Joachim Winckelmann.
Un approdo a Roma avvenuto nel 1755, con un innamoramento inevitabile della Città Eterna per via della sua storia incredibile. La selezione di ben 124 opere e l’apertura di ben tre sedi nell’arco di pochi metri testimoniano la grandezza e il prestigio del progetto.
Il racconto degli anni cruciali che hanno portato nel 1733 al riconoscimento del Museo Capitolino come prima struttura pubblica d’Europa, la presentazione di numerosi capolavori che esaltano i meriti indiscutibili di Winckelmann nel proprio campo: ecco gli obiettivi principali de “Il tesoro di antichità”, aperta al pubblico fino al 22 aprile.
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