Omicidio Polizzi: annullata condanna per Valerio Menenti

Pena da rideterminare per padre accusato essere esecutore

PERUGIA – La Cassazione ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione inflitta a Valerio Menenti, accusato del concorso materiale e morale nell’omicidio di Alessandro Polizzi avvenuto a Perugia nel marzo 2013. Il collegio ha invece confermato la responsabilità del padre Riccardo Menenti, cui era stato inflitto l’ergastolo, quale esecutore materiale del delitto, escludendo però le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. Ha quindi rimesso gli atti ai giudici di Firenze per rideterminare la pena.
I due, entrambi detenuti, sono difesi dagli avvocati Francesco Mattiangeli, Manuela Lupo e Giuseppe Tiraboschi. L’omicidio venne compiuto in un appartamento alla periferia di Perugia. Polizzi – secondo l’accusa – venne ucciso con un colpo di pistola da Riccardo Menenti, 59 anni, penetrato nella notte nell’appartamento. Il giovane era in quel momento con la fidanzata Julia Tosti, ex di Valerio Menenti, 31, e ferita alla mano dallo stesso proiettile. Secondo le indagini della polizia alla base del delitto ci sarebbero stati dei dissapori di natura sentimentale. I due vennero poi arrestati dalla squadra mobile della questura. Nel processo di primo grado, Valerio Menenti venne considerato il mandante dell’omicidio e condannato a 27 anni di reclusione. Accusa riformulata in concorso nel secondo grado di giudizio quando la pena fu ridotta a 18 anni. Condanna ora annullata dalla Cassazione anche se non è ancora chiaro se il giovane tornerà in libertà. “Siamo molto soddisfatti per la sentenza che riguarda Valerio Menenti – ha detto all’ANSA l’avvocato Mattiangeli – perché è stato riconosciuto quello che sostenevano da cinque anni. C’è moderata soddisfazione anche per il padre Riccardo per il quale viene comunque meno la condanna all’ergastolo e la pena dovrà essere rideterminata”.

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