Raggi promossa dall’Anac ma nella bufera per Farmacap

Secondo Cantone è diminuito in modo significativo il ricorso di Roma Capitale a procedure senza una gara di assegnazione

In tema di lotta alla corruzione, il Campidoglio è sulla buona strada. Lo si apprende sui social della sindaca di Roma che posta con orgoglio una lettera ricevuta dall’Anac. L’Autorità anti Corruzione, guidata da Raffaele Cantone, ha dato i voti all’operato di Roma Capitale sugli sforzi fatti per contrastare la corruzione. Secondo Cantone è diminuito in modo significativo il ricorso di Roma Capitale a procedure senza una gara di assegnazione, inoltre sono state effettuate delle azioni correttive sul sistema di governance delle società partecipate del comune. Ma alcune problematiche rimangono aperte: la centralizzazione degli acquisti, i meccanismi di rotazione del personale e l’elevata ed anomala cancellazione dei codici identificativi di gara negli appalti. Ma a palazzo Senatorio non si fa in tempo a gioire che una nuova tegola cade sul capo della sindaca. È stato diffuso il contenuto di alcune conversazioni avvenute nella chat denominata “quattro amici al bar” che vedeva Virginia Raggi conversare con i suoi collaboratori più stretti durante i primi mesi del mandato. Della chat facevano parte Marra, Romeo e Frongia. La sindaca rivelava di avere denominato la direttrice di farmacap Simona Laing sul proprio cellulare come Non rispondere. La poca stima per la dirigente si evince dal contenuto delle chat. Poco dopo l’insediamento dei pentastellati fu nominato da Roma Capitale un nuovo commissario della municipalizzata. La scelta cadde su Stefanori che, poco dopo, accuserà Laing di corruzione tanto da farle perdere il posto. Adesso la Laing è stata completamente scagionata dalle accuse di Stefanori che rischia un processo per calunnia. Sembra che in questa vicenda il Campidoglio abbia puntato sul cavallo sbagliato finendo per isolare una dirigente che era riuscita a risanare i conti della municipalizzata.

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