Catturato il superlatitante Pellegrinetti, era ricercato da 15 anni

Gli uomini della squadra mobile di Roma coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma sono risaliti all'uomo grazie ad appostamenti e pedinamenti

Fausto Pellegrinetti, classe 1942, conosciuto anche con gli alias di Franco, Enrico Longo e Giulio Dedonese, membro della nuova Banda della Magliana, 15 anni di latitanza e una condanna definitiva a 13 anni di carcere per associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico e riciclaggio. È questo l’identikit del superlatitante scovato in una villa di Alicante, nel sud della Spagna dagli uomini della squadra mobile di Roma coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Pellegrinetti è un criminale di lungo corso. Nel 1980 in qualità di membro della banda del Tufello partecipa ad un incontro con la banda della Magliana. In quell’occasione nacque un sodalizio criminale basato sulla condivisione delle attività del toto nero, dei sequestri di persona, delle rapine e delle estorsioni. Nasce isomma la Nuova banda della Magliana. Nel 1992 Pellegrinetti è diventato un narcotrafficante esperto nel riciclaggio di denaro sporco. L’anno dopo evade dalla clinica “Belvedere Mondello” dove è ricoverato agli arresti domiciliari. Poi fa perdere le sue tracce. In clandestinità Pellegrinetti aveva fatto parte di un triumvirato criminale insieme a Primo Ferraresi e Giuseppe D’alessandri gestiva da Malaga un business di riciclaggio e import export di cocaina. Adesso il messaggio degli investigatori è chiaro; prima o poi e per lungo che sia, il percorso della latitanza finisce sempre dietro le sbarre.

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