Arte, “Enjoy”: aperta al pubblico fino al 25 febbraio la mostra accolta al Chiostro del Bramante

"L'arte incontra il divertimento" è il sottotitolo che accompagna una parola emblematica, sinonimo di leggerezza e semplicità

L’anno scorso “Love”, 12 mesi dopo ecco “Enjoy”. Il Chiostro del Bramante continua a perseguire una politica coraggiosa, sostenendo un percorso programmatico piuttosto innovativo in cui si punta ad accogliere mostre singolari. Certamente imprevedibile è l’ultimo allestimento messo in piedi nell’edificio situato dietro piazza Navona. Visibile fino al prossimo 25 febbraio e curata da Danilo Eccher, “Enjoy” nasce con l’obiettivo, e la speranza, di bissare il successo registrato nell’arco di 6 mesi proprio da “Love”, capace di attirare circa 150.000 spettatori.

“L’arte incontra il divertimento” è il sottotitolo che accompagna una parola emblematica, sinonimo di leggerezza e semplicità. “Enjoy”, per l’appunto. Se l’intento principale è quello di indicare una modalità diversa di vivere l’arte, il progetto aperto al pubblico dal 23 settembre e suddiviso in due piani aspira a dare spazio e soprattutto spazialità alle opere selezionate frutto della fantasia di autori noti e contemporanei. Questo perché molti dei lavori presenti possono essere considerati a tutti gli effetti site specific, nel senso che si tratta di componimenti ideati per gli ambienti del Chiostro.

Come sostiene Eccher, l’arte in generale non ha mai voluto rinunciare al piacere del suo gioco, si pensi a Rubens, Caravaggio, Veronese e Carracci. All’interno di “Enjoy” le produzioni esposte curate da alcuni protagonisti del Novecento e del terzo millennio come Neto, Fogliati e De Dominicis, sviluppano il concetto di divertimento in un modo preciso, vale a dire portando altrove chi le guarda. Tutto ciò accade spesso e volentieri attraverso l’interazione con gli oggetti.

Alla delicatezza di Alexander Calder si contrappone il tocco istrionico di Hans Op De Beeck, mentre teamLab suggestiona e convince grazie alle proiezioni di “Flowers and People”. Il labirinto letale di Leandro Erlich, lo spazio saturo di palloncini creato a Martin Creed: idee curiose e certamente apprezzabili da varie tipologie di pubblico. Perché è in quella direzione che si cerca di andare.

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