Atac. Tra affermazioni e smentite si avvicina il termine per l’approvazione del concordato

L'assessora Meleo prima paventa la possibilità di un'interruzione del servizio poi smentisce l'esistenza del rischio blocco dei trasporti
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Se non passa il concordato il servizio Atac è a rischio già dal 27 gennaio”. “Non è vero. Non c’è nessun rischio per il servizio di trasporti romano”. A contraddirsi nel giro di poche ore è l’assessora alla mobilità di Roma Capitale, Linda Meleo. Durante la seduta delle commissioni capitoline congiunte Mobilità e Bilancio, l’assessora aveva illustrato le ragioni della necessità del sì del Consiglio alla proposta di proroga dell’affidamento in house ad Atac fino al 2021. Tra le motivazioni addotte Meleo aveva paventato il rischio paralisi. “Le mie parole sono state fraintese”, ha poi replicato l’assessora a quanti avevano criticato la scelta del concordato preventivo fatta dal Campidoglio. “La verità è che solo ora Raggi e Meleo si sono accorte che la scelta del concordato rischia di mettere la pietra tombale su Atac”, aveva commentato la capogruppo Pd Michela Di Biase.

E in piazza del Campidoglio sono presenti in un presidio permanente anche i Radicali romani che chiedono al consiglio di non votare a favore della proroga, ma di lasciare che i romani possano decidere votando il referendum sul trasporto pubblico che si terrà questa primavera.

Entro il 27 gennaio il Campidoglio dovrà presentare il piano definitivo di rientro per il Concordato. Poi la parola passerà ai tre commissari nominati dal tribunale fallimentare che entro 60 giorni vaglieranno il piano. In fine, il Tribunale riunirà l’assemblea dei creditori che voterà il documento, solo se i sì saranno la maggioranza si andrà verso l’approvazione definitiva del concordato.

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