Rifiutia Roma. Salta sciopero ma ancora proteste in Emilia Romagna per l’arrivo dell’immondizia romana

Il piano per l'esportazione dei rifiuti non è piaciuto a Parma, Modena e Granarolo, i comuni vicini agli inceneritori che smaltiranno la mondezza

Tregua armata tra i lavoratori Ama e Roma Capitale. Lo sciopero indetto dai sindacati è rientrato ieri dopo la decisione della municipalizzata di annullare il provvedimento provvisorio con cui affidava ai privati la raccolta dell’immondizia presso le utenze domestiche. Soddisfatta l’assessora Montanari che sottolinea come questo risultato confermi “L’impegno dell’Amministrazione a favore del bene comune di Roma e dei romani”.

Ma le grane sul fronte rifiuti non finiscono qui infatti molti comuni dell’Emilia Romagna sono insorti contro la decisione di smaltire i rifiuti di Roma nella regione Padana. Il piano per l’esportazione dei rifiuti non è piaciuto a Parma, Modena e Granarolo, i comuni vicini agli inceneritori che smaltiranno la mondezza romana. L’accordo con la Regione Emilia Romagna prevede l’arrivo di 15mila tonnellate di rifiuti romani per 43 giorni. Un affronto per i militanti 5stelle contrari da sempre all’uso degli inceneritori, una contraddizione che denota incapacità per chi rimarca che Roma Capitale è contraria all’uso degli inceneritori, salvo che non si trovino in un’altra Regione. I nodi verranno al pettine allo scadere dei 43 giorni, quando la città dovrà essere pronta a smaltire, senza aiuti esterni, le tonnellate di rifiuti da essa prodotte.

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