Spelacchio è morto. Roma Capitale dà la notizia

Il Codacons presenta un esposto alla Corte dei Conti contro Roma capitale

Dopo settimane di polemiche e sfottò, è arrivato l’annuncio ufficiale del Campidoglio. Spelacchio è ufficialmente morto.

L’albero di Natale, uno splendido abete rosso, era partito dalla Val di Fiemme nelle Dolomiti tecnicamente morto, ovvero con le radici tagliate secondo la prassi, ma ancora in grado di rimanere rigoglioso per oltre un mese. Sembra però che a causa delle condizioni di trasporto o che non lo hanno protetto dal freddo e dalle intemperie o per una  errata procedura di slegatura è arrivato a Roma moribondo e spelacchiato, da qui il soprannome che i romani gli hanno subito affibbiato.

Dopo avere tentato una prima difesa in cui la sindaca di Roma lo definiva elegante anche il Campidoglio ha dovuto ammettere quello che era sotto gli occhi di tutti, l’albero era già secco. E qui scatta una serie di richieste di risarcimento a catena, infatti Roma Capitale chiederà i danni alla ditta che ha fornito l’albero. Ma il Codacons ha già annunciato la volontà di chiedere il risarcimento al comune reo di avere ordinato l’arbusto senza indire una gara e di avere pagato una cifra superiore a quella sborsata l’anno prima, circa 50mila euro. L’unica soluzione per l’associazione dei consumatori è che l’albero sia rimosso e la piazza rimanga sguarnita. Con buona pace di chi era comunque affezionato alla presenza di un albero di Natale in piazza Venezia.

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