Campidoglio, Roma Capitale e il Ministero della Giustizia insieme per favorire il reintegro dei detenuti nella società

La lettera d'intenti sottoscritta dà attuazione al principio sancito dall'articolo 27 della Costituzione che prevede il trattamento rieducativo di soggetti privati della libertà personale al fine di agevolare il reinserimento sociale degli stessi

Un coinvolgimento progressivo in progetti di utilità sociale. Ecco l’obiettivo primario dell’accordo firmato da Roma Capitale e dal Ministero della Giustizia per favorire il reintegro dei detenuti in seguito a condanna penale definitiva nella vita di tutti i giorni.

La lettera d’intenti sottoscritta dà di fatto attuazione al principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione che prevede il trattamento rieducativo di soggetti privati della libertà personale al fine di agevolare il reinserimento sociale degli stessi.

L’attività lavorativa all’esterno è il punto di partenza dell’iniziativa: il primo step consisterà nell’impiego di numerose persone in progetti finalizzati alla tutela ambientale, il che vuol dire ripristinare e mantenere il decoro presso parchi pubblici e aree verdi.

Un patto destinato a durare come minimo per 18 mesi, con la possibilità di non essere più interrotto qualora tutto dovesse andare bene nel prossimo anno e mezzo. La volontà condivisa da tutte le parti è quella di dimostrare come il lavoro a beneficio della comunità possa rivelarsi un efficace strumento di reintegrazione volto a rinsaldare il patto di cittadinanza.

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