Umbria, : Marini: “Un Defr per consolidare la crescita”. Confronto con le forze economiche e sociali dell’Umbria

E’ “un Documento di economia e finanza regionale che, al pari degli atti di programmazione del Governo, si colloca in un triennio con segnali di ripresa degli indicatori anche...

E’ “un Documento di economia e finanza regionale che, al pari degli atti di programmazione del Governo, si colloca in un triennio con segnali di ripresa degli indicatori anche relativi alla crescita da consolidare” quello della Regione Umbria per il 2018-2020 secondo la presidente Catiuscia Marini. Lo ha sottolineato prima della riunione con i soggetti interessati alla concertazione socio economica ed istituzionale per esaminare il “Defr” e il quadro strategico di una nuova fase di sviluppo. Nell’iniziativa si è parlato anche di come “mettere in piedi un rapporto tra forze economiche e sociali e istituzione regionale” ha spiegato Marini. “Immaginando – ha aggiunto – una ‘Umbria 4.0’ che nel prossimo triennio dovrà essere parte centrale delle politiche sull’Industria 4.0 e sull’innovazione digitale del sistema economico”. Come aiutare il sistema economico e produttivo dopo “il punto di caduta” rappresentato dagli anni 2008-2014 è per la presidente della Regione la questione centrale. “A partire dal 2015 – ha detto – è tornato a crescere il Pil, non invece di pari passo l’occupazione. Occorrono così misure importanti che possano aiutare l’imprese ad avere più competitività e a consolidarsi nei settori che abbiamo condiviso: quindi più attenzione all’innovazione e alla ricerca, all’internazionalizzazione e al rafforzamento dell’export che sono gli elementi che danno anche forza alla parte lavoro e occupazione di questa regione”. Secondo Marini, inoltre, “occorre anche una manovra economico-finanziaria che mantiene la capacità di un bilancio in equilibrio ma pure non fare ricorso a tassazione aggiuntiva”. “Pertanto – ha aggiunto – un lavoro importante è stato fatto sulla razionalizzazione delle spese ma anche sulla concentrazione delle risorse su temi centrali come quelli del welfare e della sanità, sulle questioni della ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, oltre a come cofinanziare i programmi europei che servono a diversi settori economici, dall’agricoltura all’industria manifatturiera fino al turismo che sono i pilastri del sistema produttivo”.

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