“Festa dell’Olio e del Vino Novello”, saperi e sapori della Tuscia a Vignanello

L'edizione numero 18 ruota ancora una volta attorno al Castello Ruspoli

“L’olio deve essere giovane e il vino vecchio”: così si sente dire negli uliveti e tra le ceste di olive nei frantoi. A Vignanello, 4700 anime sul pianoro del Molesino tra i Monti Cimini, però pensano che anche il vino non è male se riposa poco nelle botti. Ed è così che da 18 anni a questa parte, ogni autunno ritorna la Festa dell’Olio e del Vino Novello, un vero tripudio di profumi e sapori a cui fa da contorno la riscoperta della storia e delle tradizioni del territorio, mentre le strade del borgo si affollano di visitatori, turisti, mercatini e gruppi folkloristici.
Al centro della kermesse, organizzata dalla Pro Loco di Vignanello, il cinquecentesco Castello Ruspoli, che fa da cornice a rievocazioni storiche e ospita nelle segrete le taverne con la cucina locale.
Verde con riflessi dorati, dal sapore fruttato con ricchi sentori vegetali: è l’olio novello senza il quale Vignanello non sarebbe quel che è. E la festa è anche l’occasione per assaggiare la qualità dell’anno, magari degustandola presso i frantoi aperti.
Il fitto programma di iniziative prevede numerose visite guidate, degustazioni, raduni ed esibizioni. La strada dei mestieri antichi si dipana lungo i vicoli che risalgono il borgo. Un’occasione per riscoprire i saperi locali e per alimentare il commercio.
Una volta arrivati in piazza della Repubblica, ogni sera gruppi di musici e sbandieratori di diversa provenienza rievocano suoni e colori dei secoli passati.
La festa dell’olio e del vino novello proseguirà fino al 19 novembre. L’immersione nel medioevo è appena cominciata.

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