Rems: patto tra Regione Lazio, Ministero Giustizia e Corte Appello Roma

Si chiamano Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. E sono in pratica quelle strutture che dal 2015 hanno sostituito i vecchi Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Nel Lazio esistono...

Si chiamano Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. E sono in pratica quelle strutture che dal 2015 hanno sostituito i vecchi Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Nel Lazio esistono 5 luoghi di questo tipo. Due a Palombara, le altre tre a Subiaco, Pontecorvo e Ceccano.

Oggi questo tema torna d’attualità grazie ad un accordo sottoscritto da Regione Lazio, Ministero della Giustizia, Corte di Appello di Roma e Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma. L’obiettivo è quello di gestire, in uno spirito di collaborazione e totale sinergia, l’esecuzione delle misure di sicurezza – applicate in via definitiva o provvisoria – nei confronti di soggetti che, affetti da vizio parziale o totale di mente, vengono condannati a scontare le pene all’interno delle Rems del Lazio.

L’accordo prevede innanzitutto la definizione delle modalità operative di collaborazione tra magistrato/perito-consulente/ASL/DSM(Dipartimento Salute Mentale) e UEPE (Uffici Esecuzione Penale Esterna).

Un punto fondamentale è l’accordo con la Prefettura, che ha la competenza nell’area dove è ubicata la Rems, per avere standard comuni di sicurezza interna e perimetrale delle residenze.

A tal fine verranno condivisi i dati relativi al movimento e alle liste dei ricoverati, alla loro posizione giuridica e alla cartella sanitaria dei soggetti internati.

La Regione Lazio, da parte sua, assicura servizi assistenza terapeutica, ambulatoriale, semi-residenziale, residenziale, ospedaliera diversificati e proporzionati ai diversi livelli di sicurezza per garantire un adeguato ricovero anche ai soggetti di difficile gestione.

I Dipartimenti di Salute Mentale della Asl, con il perito/consulente e con il magistrato, concorrono poi alla individuazione del trattamento terapeutico più appropriato.

L’accordo prevede infine che periodicamente venga convocato il Tavolo Sanità-Magistratura istituito presso la Direzione Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio, per monitorare l’applicazione del protocollo d’intesa.

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