“È solo un inizio. 1968”, celebrazioni anticipate in Galleria

Nell'allestimento sviluppato in più sale è concreto il legame con il ripensamento generale della collezione sintetizzato attraverso il progetto "Time Is Out of Joint"

Una mostra sul 1968, la prima in Italia dedicata ad un periodo storico tanto emblematico quanto irripetibile. Ci pensa la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma a dare una lettura di quello che fu un progressivo susseguirsi di opere dettate dall’urgenza di voltare pagina così come dall’istinto a raccontare. Mentre ci si avvia verso il cinquantesimo anniversario del ’68, ecco un ricco allestimento sviluppato in più sale dove è concreto il legame con il ripensamento generale della collezione sintetizzato attraverso il progetto “Time Is Out of Joint”.

“È solo un inizio. 1968” rimane aperta al pubblico fino al 14 gennaio ed è curata da Ester Coen. I nomi degli artisti coinvolti sono tantissimi: da Gino De Dominicis a Walter De Maria, da Merce Cunningham a Pier Paolo Calzolari. E poi Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Luciano Fabro, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo. Lavori ottenuti in prestito e accompagnati da opere già appartenenti alla Galleria.

Un invito a guardare ai processi, all’apertura di quanto inizia e non smetterà più di iniziare. Questo l’intento di una mostra in cui il ’68 viene letto come un crocevia letale. Se niente sarà mai più uguale dopo di allora, niente potrà essere una conquista sicura. Prendere o lasciare. È il gioco infinito a cui siamo destinati a partecipare. Protagonisti o no.

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