Terremoto: sequestro per case edilizia residenziale Norcia

Sigilli a due blocchi, procura vuole fare chiarezza su danni

NORCIA (PERUGIA) – Danneggiate, e abbandonate da chi ci abitava, dopo il terremoto di un anno fa, due blocchi di case di edilizia residenziale pubblica (di proprietà, in gran parte, dell’Ater e di privati) presenti a Norcia, uno di fronte all’altro, sono state sottoposte a sequestro penale per disposizione della procura di Spoleto.
I magistrati vogliono infatti accertare eventuali difetti nella costruzione. Il sequestro, “probatorio”, è stato così disposto per poter svolgere ulteriori accertamenti e al momento non risultano indagati. Dopo i crolli e i danni provocati in Valnerina dal sisma di magnitudo 6.5 del 2016 la procura spoletina guidata da Alessandro Cannevale ha avviato accertamenti conoscitivi, condotti dai carabinieri, su tutta l’area di sua competenza per accertare eventuali responsabilità. Ha quindi già sottoposto a sequestro, sempre probatorio, il Centro operativo comunale di Norcia dichiarato inagibile dopo quel terremoto. Per fare chiarezza sui danni all’edificio, costruito nel 2000, sono stati disposti una serie di accertamenti tecnici per eseguire i quali sono stati notificati 11 avvisi di garanzia ad amministratori, funzionari e tecnici comunali, responsabili del progetto, della ditta impegnata nella costruzione e del collaudo. Ora il nuovo provvedimento che ha riguardato una quarantina di case in due blocchi nella parte alta della città. Il sequestro è stato notificato all’Ater, l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale, in quanto soggetto proprietario della maggior parte delle abitazioni. L’ente è stato anche nominato custode dei fabbricati. E’ probabile che ora la magistratura disponga, come già fatto per il Coc, approfondimenti tecnici per valutare se ci siano stati difetti o irregolarità nella costruzione. Per le stesse palazzine gli inquirenti avevano già acquisito nei mesi scorsi documenti relativi ai progetti negli uffici dell’Ater. Che sta fornendo la massima collaborazione all’ indagine in corso. La case vennero costruite nei primi anni ’80 e sarebbero quindi antecedenti all’entrata in vigore delle più recenti norme antisismiche. Erano abitate da oltre un centinaio di persone che rimasero nelle loro case anche dopo la scossa del 24 agosto di un anno fa. Il violento terremoto del 30 ottobre li ha invece costretti a lasciarle. I due blocchi ora posti sotto sequestro si trovano non lontano dall’area dove si trovano i prefabbricati delle nuove scuole. Dalle quali li separa una strada.

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