Collaboratori parlamentari: “Basta abusi,vogliamo essere regolarizzati”

Pagati in nero, costretti a svolgere mansioni che non gli competono, minacciati di licenziamento se pretendono più garanzie

Non vedo, non sento, non parlo. È questo l’atteggiamento dei parlamentari italiani colpevoli di non intervenire per sanare la condizione degli assistenti parlamentari, che sono scesi in piazza per dire basta agli abusi. Pagati in nero, costretti a svolgere mansioni che non gli competono, minacciati di licenziamento se pretendono più garanzie. È questa la situazione denunciata dagli assistenti. L’ultimo scandalo in ordine di tempo è stato sollevato dal programma le Iene, che ha raccolto la denuncia di un’assistente che ha ricevuto anche avances sessuali. Ma la situazione è comune a molti colleghi. Sebbene la presidente Boldrini abbia espresso solidarietà, sono ancora pochi i parlamentari che sostengono la necessità di regolamentare queste figure professionali. Anche l’ordine dei giornalisti del Lazio sostiene questa battaglia. Il fatto che proprio nel luogo che dovrebbe essere simbolo di correttezza, si continui a preferire un sistema poco trasparente è un paradosso italiano che dà una pessima immagine del nostro Paese.

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