Macro, in mostra i soggetti “precari” di Simone Berti

Esposte nella sede di via Nizza le opere che creano un dialogo tra elementi tipici dell'immaginario collettivo e segni astratti

“Appunti di una generazione”, ovvero la ricerca di chi si è fatto strada nel campo dell’arte italiana nel corso degli anni Novanta. Questo l’intento principale dell’omonimo ciclo curato da Costantino D’Orazio e che fino al prossimo 26 novembre permette di visionare le opere di Simone Berti negli spazi del Macro di via Nizza. Veneto di nascita, oggi operante a Bruxelles, Berti propone un allestimento scarno in quanto a elementi ma piuttosto curato a livello di contenuti.

Nell’ultimo decennio del secolo XX, Berti avvia un discorso collegato al concetto di precarietà, quella particolare condizione in cui l’essere umano comincia ad essere coinvolto in maniera progressiva proprio sul finire del millennio passato. Prima un’insistenza marcata sull’incertezza e la marginalità delle persone, poi un tentativo di riproporre sulla tela figure al limite dell’equilibrio. Uomini sì, ma anche animali e architetture.

Ciò che emerge è un costante dialogo tra elementi tipici dell’immaginario collettivo e segni astratti, con il risultato di notare icone a metà tra antico e contemporaneo.

Una manciata di quadri in sala illuminati da una particolare lampada costruita per l’occasione dall’artista: una mostra capace di indurre alla riflessione rispetto a ciò che siamo e a quel che ci circonda.

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