Raggi: “Roma non può restare senz’acqua. Intervenga il governo

Se il governo dichiarasse lo stato di emergenza si potrebbe derogare al divieto di captazione
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Roma non può restare senz’acqua. Intervenga il governo”. Virginia Raggi rompe gli indugi e si rivolge direttamente al Consiglio dei ministri per chiedere che sia dichiarato lo stato di emergenza. Il tutto pur di evitare la turnazione dell’erogazione dell’acqua prevista da Acea. Secondo la multiservizi non esiste altra soluzione praticabile dopo lo stop alla captazione dal lago di Bracciano firmato dal governatore Zingaretti e il respingimento da parte del Tribunale delle acque pubbliche del ricorso contro l’imposizione dalla Regione Lazio.

Anche se il Tribunale ha considerato il razionamento dell’acqua non direttamente conseguente allo stop, Acea continua a sostenere l’impossibilità di approvvigionarsi da altre fonti. Anche la cabina di regia che vede Roma Capitale e Regione lavorare proprio per gestire l’emergenza idrica non ha prodotto alcun risultato. E allora non resta che giocarsi l’ultima carta. Se il governo dichiarasse lo stato di emergenza infatti, si potrebbe derogare al divieto di captazione. La privazione dell’acqua a Roma sarebbe intollerabile secondo Virginia Raggi. La sindaca sottolinea come la sospensione del servizio comporterebbe “un danno enorme per cittadini e attività economiche e commerciali”. Per i romani che passeranno le ferie in una città già alle prese con la sospensione parziale del servizio delle metro A e C e assediata dagli incendi, quella dei turni per l’acqua sarebbe l’ennesima croce da portare in quello che si prospetta come un lungo agosto di passione.

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