Stadio della Roma. Ecco le ragioni di un successo

Il risultato in aula si deve all'accoglimento di due istanze particolarmente a cuore al popolo 5 stelle: niente colate di cemento e rispetto dell'equilibro idrogeologico.

Habemus delibera. Urla di gioia e twitt celebrativi hanno accolto l’approvazione del documento che riconosce l’interesse pubblico al progetto di costruzione di uno stadio a Tor di Valle.

Per la prima volta l’amministrazione a 5 stelle mette nero su bianco la volontà di realizzare il disegno dello stadio della Roma nato dall’accordo siglato tra Virginia Raggi, James Pallotta e Luca Parnasi nel febbraio scorso. Si tratta di un piano edilizio che conserva solo in parte il primo progetto, partorito durante l’era Marino, per lo stadio dei giallorossi.

Il risultato in aula si deve all’accoglimento di due istanze particolarmente a cuore al popolo 5 stelle: niente colate di cemento e rispetto dell’equilibro idrogeologico.

Sono state infatti cancellate dallo skyline di Roma sud, le tre torri, al loro posto rimangono delle palazzine più basse circondate da spazi verdi. Il fosso di Vallerano e Acqua Acetosa Ostiense saranno messi in sicurezza. E poi è stato previsto il potenziamento della Roma-Lido ( arriveranno 5 treni nuovi) e l’unificazione della via Ostiense con la via del mare. Risolto anche il nodo legato al vecchio Ippodromo di Tor di Valle. Sarà abbattuto e poi ricostruito tale e quale a pochi metri dal nuovo stadio. Soluzione trovata grazie ad un ulteriore investimento da tre milioni di euro che i proponenti hanno avanzato alla soprintendenza per superare il vincolo posto da Eichberg.

Ma è presto per cantare vittoria infatti il testo sarà inviato alla Regione Lazio che convocherà una seconda Conferenza dei Servizi sul progetto. Anche questa volta l’organo collegiale avrà 180 giorni a disposizione per valutare il progetto. Intanto c’è già chi sogna un inizio lavori nel 2018.

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